amante bandito
Racconti

Amante Bandito

Parlavamo da tanto tempo, anche di cose personali, fino anche intime. Credo che lei mi conoscesse bene, ed anche io lei. Una conoscenza approfondita no, ma era pur sempre, il nostro rapporto una condivisione.

Conosceva miei segreti, e io alcuni dei suoi. Per lo meno, quelli che mi aveva raccontato.

Un incontro casuale, forse per la necessità di avere qualcuno accanto, con cui parlare. Con cui confrontarsi. Ciò che è certo, che io le avevo raccontato qualcosa di me. Che non lo avevo mai detto a nessuno, e probabilmente lei fece lo stesso con me. Non potevo esserne sicuro. Però era possibile, o per lo meno così diceva.

L’attrazione era intensa. La trovavo bellissima, sensuale, sexy, interessante. Se pensasse lo stesso, non potevo averne certezza. Ciò che invece era sicuro è che mi cercava. Le nostre conversazioni erano sempre più intime. Ci stuzzicavamo, provocandoci a vicenda e allo stesso tempo giocavamo.

Lei era bellissima, il suo fascino differente. Non saprei descriverlo in maniera corretta. Aveva qualcosa di speciale, di intenso, ed era terribilmente sexy e intensa.

Quella sera, la vidi online, come spesso succedeva. Le scrissi, giusto per un saluto. Avevo sonno, e penavo di andare a dormire da li a poco. Lei rispose subito. Cominciammo a parlare delle nostre giornate.

La conversazisnione proseguiva, toccando argomenti superficiali. Io avevo sempre sonno, e lei era impegnata nelle sue cose. Le chiesi se avesse conosciuto qualcuno di interessante. Ma risposte di no. Sempre le solite persone, al principio forse gradevoli, ma poi nulla più. Nemmeno io, avevo conosciuto nessuno che mi avesse interessato particolarmente.

Avevo sempre più sonno, ma continuai a parlarle. Lei aveva appena finito di cenare, e stava guardando un programma in tv. Mi disse che aveva da poco terminato la sua lezione di Yoga.

Mi mandò una foto. Aveva ancora indosso la sua canotta, larga, da cui si intravedeva il lato del seno. Anche perché non indossava il reggiseno. I pantaloncini corti e comodi, che delineavano la sua silhouette. Era bellissima come sempre. Traspirava sensualità e erotismo. I capelli lunghi, coprivano le spalle, leggermente ondulati, che nascondevano parte della scritta sulla canotta.

Disse che stava per farsi un bagno rilassante. La immaginai li, aprendo l’acqua della doccia, in attesa della temperatura corretta. Preparando saponi, shampoo e creme. Una musica delicata in sottofondo e alcune candele per profumare l’ambiente.

Si sarebbe spogliata velocemente, e una volta nella doccia, avrebbe bagnato il copro prima di insaponarlo. La schiuma avrebbe coperto parte dei suoi seni, e il suo sedere, morbido e rotondo. Una donna così erotica, avrebbe passato lentamente il sapone lungo tutto il corpo. Pensando ad un uomo li con lei. Chissà forse quell’uomo ero io, o forse lo ero stato.

Le nostre conversazioni erano sempre molto esplicite. La confidenza era tanta. Era facile toccare argomenti erotici. Le piaceva giocare con me, e scommettere. Ed anche a me.

L’ultima scommessa la persi, e come pegno le regali un baby doll. Non era il mio preferito, lo scelse lei.

Metteva in risalto tutte le sue forme, lasciando trasparire le forme del corpo. Ciò che scelsi fu il colore. Un viola chiaro, che mi sembrava ben abbinarsi ai suoi colori. La rendeva ancora più bella e armoniosa.

Lei decise per il modello. Aveva delle fantasie ricamate. Modellavano il corpo, mettendo in evidenza il seno, e lasciando del tutto nuda la schiena, e parte del sedere. Mentre sul davanti, lasciava uno spazio aperto, cui risaltava il suo ciglio chiaro.

Quando la vidi indossarlo, la trovai ancora più erotica che in passato. Ha sempre avuto un lato pudico, che si incontrava e scontrava con il suo lato più disinibito.

Il mio occhio da fotografo, la immaginava già in una posa. Era la musa ideale. Ogni sua imperfezione era perfetta. Aveva tratti timidi, e aspetti del tutto porno. Combinava il pudore con l’esibizionismo, e il suo corpo bianco era estremamente sensuale.

Apparentemente è sempre stata timida, però anche profondamente erotica e vogliosa. Le piaceva giocare con la sessualità, però senza farlo direttamente. Penso che avesse una collezione di foto, con membri maschili. Fra cui il mio.

Non me lo chiese mai direttamente. Ma capì che le sarebbe piaciuto riceverlo in fotografia. Più negava, più sapevo che lo voleva. E quando lo feci, di primo sembrò risentita. Ma si capiva che voleva vederlo. Sapeva essere così erotica, con un desiderio irrefrenabile. Mi ha sempre chiamato “Amante Bandito”.

Le piaceva il mio erotismo, le piaceva quando ero diretto e disinibito. Le piaceva l’intensità. La nudità del tutto esplicita. Il farsi vedere, ammirare e desiderare. Le piaceva quando la guardavo del tutto nuda. Le scommesse, i giochi erotici, lo strip poker. Abbiamo anche giocato con i dadi del sexy shop.

I suoi occhi erano vogliosi nel guardare, e nel farsi guardare. I nostri discorsi erano sempre più spinti. Avevamo un patto come amanti banditi. Condividere erotismo, sessualità, senza freni e inibizioni. Ognuno poteva chiedere all’altro, senza dover essere giudicato.

Ogni desiderio, ogni fantasia. L’altro poteva decidere il se e il come farlo. In massima libertà. Potevamo confidarci ogni desiderio, ogni voglia, senza alcun problema. Potevamo lasciarci andare ad ogni desiderio e perversione. Provocarci, scommettere e provocare liberamente.

Lei era nella doccia, e si stava insaponando. Aprì la porta, entrando senza far uscire troppa acqua. Non si spostò, continuando a bagnare tutto il corpo. La baciai sul collo, aiutandola ad insaponassi.

Eravamo amanti banditi, senza vergogna e senza ritegno. Vivendo una sessualità intensa e senza pregiudizi, condividendo segreti, trasgressioni e giochi, sempre più erotici e spinti. Guardandoci senza inibizioni, come veri amanti banditi.

 

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Un commento

  • Lucia

    Bellissimo racconto, molto intimo e profondo. I babydoll suggeriti sono meravigliosi, ma anche molto arditi. Nel racconto trovo lei, molto sostenuta, e poco erotica, mentre lui gentile, galantuomo e intigrigante

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